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Castello di Cercemaggiore   
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La fortezza e’ ubicata nella parte piu’ alta del paese, nelle vicinanze della vetta della collina di Santa Maria a Monte.
Questo castello baronale con molta probabilita’ risale al periodo in cui il terrirorio era controllato dalla popolazione normanna ossia tra il XI– XII secolo.
A questo periodo risalgono anche molte altre strutture fortificate in particolare situate nei centri abitati del molise.
Il primo documento all’interno del quale viene citato il castello di Cercemaggiore e’ un atto amministrativo del 1309 appartenente alla famiglia Ferriero, vale a dire dei feudatari del castello.
Grazie al ritrovamento di una lapide datata del 1332 e’ stato possibile venire al conscenza del fatto che in quell’anno la fortezza fu sottoposta a delle fasi di restauro.
Due furono i motivi per il quale fu costruito il castello: il primo era per rifugiarsi nel caso di attacchi dei saraceni e in secondo per proteggere la strada che portava a sepinium.
Il castello non fu solo utilizzata per usi abitativi ma anche come sede per consentire lo svolgimento delle attività amministrative del feudo.
Alcune delle stanze del feudo furono adibite dagli ufficiali della polizia a celle.
Con il tempo pero’ la fortezza cadde in rovina a causa dei numerosi passaggi di proprieta’: la soluzione giunse con l’intervento di Padre Antonio Rocco che inizio’ i lavori di ristrutturazione dell’interna struttura che terminarono nel 1954.
Il castello esternamente si presenta composto da un’ala collocata a nord-ovest e un prolungamento sistemato ad est che include le sale baronali e dei fabbricati secondari.
Le prime sono ubicate al primo piano e conservano tuttora il caminetto, il baldacchino con quattro colonne in pietra e capitelli dalla copertura dorata.
Al secondo piano mentre vi erano le stanze destinate all’alloggio del personale di servizio.
Nonostante le numerose trasformazioni il castello mantiene la propria forma irregolare comprese le mura al pianterreno, una torre tonda posta sull’ angolo nord-ovest e sul lato orientale parte della cinta muraria.
Il cambiamento in palazzo signorile, ha comportato delle modifiche riscontrabili particolarmente nella facciata che si presenta composta da finestre che si susseguono con regolarita’.
Dell’impianto medioevale si conserva ancora il cortile interno ornato da un’ ampia scala.
La struttura e’ composta da un pianterreno e due piani superiori.
Per quanto riguardo il  pianterreno possiamo dire che esso e’ costituito da alcuni ambienti che presentano delle coperture con volte a botte in pietra, ed era adoperato come scuderia e deposito.
Circa la scuderia al momento sappiamo che e’ stata trasformata in salone e conserva ancora la mangiatoia.

Alla fortezza vi si accede dalla parte destra per mezzo di un portale molto ampio che conserva ancora lo stemma dei Doria sul quale vi e’ raffigurata un’aquila stilizzata.
Al ponte lavatoio e’ possibile arrivare attraversando il cortile.
Grazie al ritrovamento di un documento e’ stato possibile ricostruire la storia medioevale del castello infatti in questo attestato vi erano elencati tutti i feudatari proprietari nel periodo normanno.
La famiglia Carafa nel corso degli anni non ebbe piu’ le forze per gestire e governare i loro feudi: il castello di Cercemaggiore fu donato da Carlo V d’Asburgo al generale Gonzaga precisamente nel 1532.
Solo nel 1566 i Carafa riuscirono a riconquistare questo feudo.
Dai lavori di restauro sono venute alla luce all’interno della torre delle ossa relative a persone di eta’ diverse che con molta probabilita’ furono vittime della polizia feudale.
Attaualmente sappiamo che il castello e’ stato riportato alla luce e inoltre e’ stato edificato un istituto per orfani dedicato alla “mater ophanorum” proprio all’interno del feudo mentre una parte del castello e’ stata comprata da privati.

 
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