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Blog --> Intervento di Fervi il 12/06/2008
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| Religiosità, religione, fede |
Con l’elezione di Benedetto XVI, tre parole , della Sua omelia, hanno colpito i cuori di tutti i fedeli : gioia, amici, aiutatemi.
Per me stesso, ed a me stesso, ho cercato di chiarire i concetti di religiosità, religione e fede che, in futuro ecumenico, avranno molta importanza.
La religiosità è quel sentimento, quello stupore, che ti fa trattenere il fiato alzando gli occhi al cielo, quando la notte stellata, per cui si è sempre sopraffatti da indefiniti pensieri. . Lo stesso, entrando in una cattedrale, una moschea, ricordo ad esempio quella splendida di Casablanca, un tempio, quando senti il cuore fermarsi per qualche attimo, per restare con se stesso. Spesso, quel sentimento lo si può trovare anche nel sorriso di un bimbo, nella navata di qualche povera chiesa rupestre.
Il concetto di religione è, invece, legato al concetto di trascendenza, ossia andare al di là, per consentire all’uomo di superare la limitatezza del suo stato fisico, ed avvicinarsi a quel divino che corrisponde alle attese del cuore.
Naturalmente ogni religione ha una sua distinta visione del mondo in cui si vive, del ruolo dell’uomo all’interno di esso, anche se si ritiene che, pur se i sentieri diversi, portano tutti, inevitabilmente, alla stessa meta. In merito, una poesia scriveva che, salendo una montagna, le vie per arrivare alla sommità potevano essere diverse, ma la visione della luna, in cima, era sempre la stessa.
La fede, infine, è il presupposto della religione. Credere significa avere fiducia, e la Chiesa Cristiana ha avuto fiducia nel Cristo Risorto, nel suo discorso della montagna, nello Spirito Santo sceso sugli Apostoli, alla Pentecoste.
Ed è’ la fede che lega l’umano all’eterno, ma, come dice San Paolo, all’uomo, oltre alla fede, sono sempre indispensabili la speranza e l’amore. |
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