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    Blog --> Intervento di Fervi il 13/09/2008    
L'uragano Hanna.
L' uragano Hanna, ad Haiti, ha già fatto 529 morti e, non appena le acque si ritireranno, si potranno trovare, sepolte nel fango, molte altre vittime.

Haiti è l'isola più povera del Centro America e, dopo quanto accaduto, sta cercando disperatamente, per il disastro ambientale di cui è stata vittima, tutti i possibili aiuti internazionali.

A seconda della regione del globo, questi catastrofici fenomeni metereologici, con i venti che cominciano a soffiare, come minimo, ad oltre i 117 k/h, e molte volte più del doppio, si usano termini diversi.

Nell'oceano Atlantico settentrionale e nel Pacifico settentrionale, fino ad una certa data, sono chiamati uragani, dall'etimo Huracan, dio della tempesta, fenomeno estremamente violento, in cui i venti soffiano da tute le parti, producendo turbini disastrosi.


Nell'oceano Pacifico occidentale, tifoni, dal greco Tufon, gigante orgoglioso ed arrogante, con venti tempestosi e sterminatori, che distruggono ogni cosa, dove passano.

Cicloni, nelle altre aree, pure dal greco Kuclos, cerchio, per le zone che investono.

Burrasca, dallo spagnolo borrasca, composto come nevasca, ossia uragano di neve, dal vento borea.

Studiando i comportamenti degli uragani del passato, ovviamente, si stanno mettendo a punto modelli matematici in grado di essere utili a prevedere come si svilupperanno i fenomeni metereologici del futuro, prevederne l'intensità, il grado di pericolosità, la velocità, la prossima direzione, con boe oceaniche che misurano la temperatura superficiale degli oceani, con palloni sonda, speciali aerei, satelliti dotati di raggi X, onde prevederne la formazione, e poter avvisare e salvare, per tempo, ogni persona.

La formazione di questi fenomeni è sempre oggetto di continue ricerche, tutt' ora in corso, perché non è tutto noto. Si è capito, soltanto, che sono necessari alcuni fattori concomitanti :

1 Temperatura del mare, al di sopra di circa 26'5° C, dalla superficie, sino ad una prodondità di almeno 50 m.
2 Condizioni, nell'atmosfera superiore, tipiche della formazione dei temporali.
3 Una perturbazine metereoogica preesistente.
4 Una distanza di circa 10°, o più, in latidudine, dall'Equatore.

Alcuni scienziati hanno stimato che l'energia termica, rilasciata da un uragano, sia compresa tra 50 ed i 200 trilioni di watt, ossia l'energia generata dall'esplosione di una bomba atomica di 10 megatoni, ogni 20 minuti.

Stutturalmnte, un ciclone tropicale, è un grande sistema di nuvole, vento, con attività temporalesche in rotazione. La sua fonte promaria è la liberazione del calore del vapor acqueo, che si condensa a quote elevate.

Ossia, il tutto a causa dell' energia del Sole, che, soprattutto nelle zone tropicali, determina l'evaporazione dell'acqua marina. L'energia solare, quindi, viene immagazzianata durante la fase di evaporazione, e liberata durante la succesiva fase di condensazione, come un gigantesco motore termico verticale, mosso da forze quali la gravità e la rotazione della Terra.

La condensazione aumenta l'intensità del vento, favorendo ukteriori condensazioni, con un meccanismo che si autoamplifica, finché esiste la fonte di energia, che è l'acqua calda.

E' probabile che, se continuerà il riscaldamento globale del clima, si potrebbero verificare più aumenti di cicloni tropicali, diversi, con nomi femminili diversi, distruttivi in funzione della velocità dei venti, e delle precipitazioni.

E l'uragano Hanna, sta continuando la sua corsa, con ulteriori danni e morti, e l'unica consolazione è che si segue , minuto per minuto, ogni futura direzione, il progressivo grado di intensità. con continui notiziari che possano mettere sull' avviso le zone interessate.
 
 
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