Carattere PiccoloCarattere MedioCarattere Grande
Home
Territorio
Gastronomia
Benessere
Aziende
Annunci
Utility
Blog
Links
News
 
Scapoli - Festival Internazionale della Zampogna
Foto
Larino - Appuntamenti
 
   Sondaggi   
L' amore:
Vota  -  Risultati
Come giudichi il nuovo sito Molise.org?
Vota  -  Risultati
   Top Links   
 
    Blog --> Intervento di Fervi il 13/09/2008    
Sulla origine della festa del Corpus Domini
A Campobasso è la festa più importate dell’anno, vi accorrono da tutto il Molise, e da ogni parte d’Italia. Ed è dal 1200 che si ripete questa sacra rappresentazione che è nota con il nome di “Misteri” o “ Ingegni”, e va sottolineato che la manifestazione ha non solo un carattere folkloristico, ma esprime la vera religiosità che è nel cuore della gente molisana.

Come da antica tradizione, è consuetudine far precedere il Santissimo da gruppi viventi, veri quadri plastici, ingegnosamente disposti su tralicci di ferro battuto. Tali gruppi, originariamente in numero di dodici, con l’aggiunta della S. Famiglia, divennero tredici, e rappresentano avvenimenti sacri, simboli del Vecchio e Nuovo testamento, vita dei Santi.

Ancor oggi, angeli, santi, personaggi biblici aleggiano nell’aria, ancorati ad una struttura metallica, realizzata poi, intorno al 1740, su progetto del geniale scultore campobassano Paolo Saverio di Zinno, con una lega la cui origine si è persa nel corso dei secoli.

I personaggi settantasette, di cui cinquantadue i bambini da due anni in su, 254 i portatori delle macchine, 26 le persone addette alla vestizione, due fabbri, due falegnami, due sarte, per ogni assistenza, più bande musicali per oltre cento persone, scandenti il ritmo del procedere.

E la sfilata dei “Misteri”, al mattino, per il Borgo Antico e le vie della nuova Campobasso, è un invito ad interpretare, cogliere dagli ” Ingegni “, il mistero di Dio, i “segni “ del miracolo.

Ma su che cosa si basa la festa ? Su un concetto : La Transustanziazione, ossia la trasformazione del pane ed il vino dell’ Eucaristia, nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo, come annunziatoci nell’ultima cena : questo è il mio corpo e questo il mio sangue.

Tutto ebbe inizio nella Gallia Belgica, chiamata da San Francesco Corpus Domini. Giuliana di Retine, del Monastero Cistercense di Monte Cornelio, vide, durante un’ estasi, nel 1206, il disco lunare risplendere di luce candida. Il vescovo di Liegi, alle ripetute richieste della Santa, istituì nella Diocesi, nel 1247, la funzione dell’Eucaristia, mentre, Arcidiacono in Liegi, era il futuro Papa Urbano IV.

Siamo al tempo di Berengario di Tours, 1181, che , aritotelicamente, negava la transustanziazione, dogma già affrontato dal Concilio di Trento, in contrasto con il monaco benedettino, Lanfranco di Pavia, maestro di S.Anselmo, che sosteneva invece il primato della fede sulla ragione, come presupposto stesso del miracolo, in quanto, da molti teologi si sosteneva che gli accidenti, conservavano sempre la natura di accidenti, ossia il pane restava pane ed il vino, vino.

Ma nel 1263 avvenne in Bolsena, già teatro del miracolo di Santa Cristina martire, avvenuto 292, che, buttata nel lago con una pietra al collo, era sempre tornata in superficie, il prodigio che appresso descriveremo. Un sacerdote boemo, a cui la tradizione dà il nome di Pietro da Praga, era assalito dal dubbio sulla reale presenza di Cristo, nel pane e nel vino consacrato. Per trovare finalmente pace e risollevare l’animo, decise di intraprendere un lungo viaggio di penitenza e meditazione, con l’intenzione di pregare nella chiesa di San Pietro.
Dopo aver pregato sulla tomba del principe degli apostoli, rinfrancato nello spirito, riprese il viaggio di ritorno versa la sua terra. Lungo la via Cassia, si fermò a dormire a Bolsena, nei pressi della chiesa di Santa Cristina ed, il mattino seguente, per ringraziare Iddio, chiese di celebrare la Santa Messa. Durante la celebrazione, alla frazione dell’ostia, si presentò ai suoi occhi un prodigio al quale, al principio, non volle credere. Quella ostia, che teneva fra le mani, era diventata carne che stillava, miracolosamente, abbondante sangue. Impaurito, e nello stesso tempo pieno di gioia, cercò di nascondere ai presenti quello che stava accadendo : concluse la celebrazione, avvolse tutto nel candido corporale di lino, usato per la purificazione del calice, ma questa si macchiò. Immediatamente fuggì verso la sagrestia ma, durante il tragitto, alcune gocce di sangue caddero sul pavimento, tradendo la segretezza del prodigio. A seguito di questo miracolo, l’8 Settembre 1264, con la Bolla “ Transiturus de hoc mundo “, Urbano IV decretò che la festa del Corpus Domini fosse osservata ogni anno in tutto il mondo cristiano ed, a ricordo venne edificato il Duomo di Orvieto, dove è conservato il reliquiario che ne contiene l’ostia. Nel 1331, tale festività, fu dichiarata, dal Papa Clemente V, obbligatoria per tutte le chiese.

Ma mentre ebbe tanta risonanza l’avvenimento di Bolsena, un episodio ben più antico e vicino a noi, si verificò nella sannitica Lanciano, con Larino (Frento) capitale dei Frentani, nell’VIII secolo, centro facilmente raggiungibile dal nostro Molise.

In una piccola chiesa, dedicata a San Legonziano, il soldato romano Longino che trapassò il costato ed il cuore di Cristo, forse di Lanciano, un monaco brasiliano, che celebrava la messa in rito latino, ostie tonde e non quadrate, dopo la consacrazione, cominciò a dubitare della presenza reale di Cristo, nella sacra specie. Fu allora che, sotto gli occhi del sacerdote, l’ostia mutò in un pezzo di carne, ed, il vino consacrato, in sangue reale che coagulò in cinque sassolini.

Il miracolo fu riportato in una antichissima pergamena, rubata nella metà del secolo XV, ma, dal 1923, per ogni fedele, la “carne” è sempre esposta nella raggiera di un artistico ostensorio ed, ”i sassolini di sangue disseccato”, in un calice, ai piedi dell’ostensorio. La chiesa, ora dedicata a San Francesco, è chiamata “ Santuario del Miracolo Eucaristico”, ed è tenuta da frati minori conventuali.

Le analisi istologiche e microscopiche, gli studi immunologici, hanno attestato storicamente ed autenticato tale miracolo che conserva una immensa portata mistica. La carne ed il sangue miracolosi di Lanciano sono tali quali sarebbero se fossero stati prelevati, di recente, su un vivente, a conferma di quanto Cristo aveva affermato: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo e ciò che io dono, è la mia carne, per la vita del mondo”. Ossia, quando ci comunichiamo, mangiamo, veramente, una carne reale in maniera sacramentale, e beviamo il sangue di Cristo.

Non so aggiungere altro, se non che tale festività è , a Campobasso, sentita in modo particolare, e per la contemporanea importante fiera per cui, per più giorni, sono presenti venditori ambulanti di ogni genere, rievocazioni storiche, manifestazioni pittoriche, mostre di prodotti d’artigianato, spettacoli musicali ed, alla fine, gare di fuochi pirotecnici dei più rinomati artificieri
 
 
Aggiungi Commento
 
Inserisci Commento
Non risulti abilitato ad inserire un Commento. Ti invitiamo ad effettuare il Login
US:  
PW:  
Entra
Non hai un account? Registrati
Hai perso la Password?
<febbraio 2012>
lmmgvsd
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829

Feedback | Disclaimer | Preferiti | StartPage | Invia Link
Privacy | Pubblicità | Credits
Tutti i diritti riservati
© Molise.Org
All rigths reserved