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    Blog --> Intervento di Fervi il 13/09/2008    
Esempi di senso civico.
Diremmo di una sensibilità civica, mai riscontrata in altri luoghi. Stiamo parlando di Spello, la cittadina Umbra vicino Assisi, spostandosi da Foligno.

L'antica Spello, uno dei più affascinanti e suggestivi centri del panorama umbro, adagiata sul monte Subasio.

Un paesino raccolto in vicoli e strette stradine , svettanti verso l'alto, tutta caratterizzata da archi e pervasa da un'atmosfera di antico, che si snodano, ordinatamente tra i tanti edifici , in un continuo saliscendi, interrotto da squarci di rara bellezza, che fanno ci rivivere in un lontano passato, rimasto nei nostri ricordi, nella nostra immaginazione.

Odore di olive e di tartufo, pietre calcaree rosa, tagliate a forma di cubo, come quelle di Assisi, usate per per costruire la quasi totalità degli edifici, e piante, gerani, fiori, reperti romani, ovunque .

Visitandola per la prima volta, si è colpiti quasi da un inspiegabile senso di armonia, con la verde natura circostante che profuma di olmi, cedri, pini, cipressi.

Echi di storia, come i resti dell'arco di Augusto, la porta Consolare, Porta Venere, l'arco dei Cappuccini, salgono dal passato nella nostra mente, e conventi francescani, delle Clarisse, lungo il corso principale.

Interpellando una giovane assistente alle tante pinacoteche, mi hanno detto che il nome Spello, Hispellium, potrebbe derivare dal termine umbro, preromanico, “speculum “, perché il borgo in vetta ad acquitrini sottostanti, nei quali si rispecchiava. Ma solo una ipotesi.

L'imperatore Augusto la denominò la “ splendidissima colonia Julia “, ed, ancora, nella sala grande del Municipio è conservato l'editto di Costantino, datato circa il 330 d.C., che l'imperatore regalò alla cittadina, dandole una posizione di privilegio, facendone uno dei siti deputati alla celebrazione di divinità quali Diana, Giunone, Venere, ed a giochi gladiatori.

La chiesa più importante è quella maestosa di Santa Maria maggiore, che la tradizione vuole costruita nel XII secolo sulle rovine del templi dedicati a Giunone e Vesta. Più volte rimaneggiata, conserva nella Cappella Baglioni, detta del Pinturicchio, nota anche come la “ Cappella Bella “, uno degli esempi più significativi della pittura del Rinascimento. La piccola Spello è infatti gelosa custode, tra l'altro, della genialità del pittore Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, organizzando più mostre.

Su commissione del priore della canonica, Troilo Baglioni , affrescò nella parete sinistra della cappella , che è appena si entra, “ l'Annunciazione “. In quella centrale “ la Natività “, ed in quella di destra la “ Disputa di Gesù fra i Dottori “, donando al mondo intero una opera unica, che fa vibrare per perfezione dei colori, dei soggetti.

I negozi tutti, pieni di quadri, pezzi di antiquariato, pregiatissimo tartufo bianco, di strangozzi, di torte rustiche, biscionoli, profumati funghi, di mortadelle di Campotosto, che simpaticamente sono chiamati .., di mulo.

Non me si voglia, ma la chiesa che abbiamo trovato più bella, quella, assai vicino, di S.Andrea, rimasta autentica in tutti suoi particolari, con un grande crocefisso giottesco su tavola, sull'altare, che ti guarda da tutte le parti, che rimarresti sempre ad ammirare, mentre una musica celestiale pervadeva tutte le navate, dove si trovano una tempera del Pinturicchio e tanti affreschi di scuola folignate.

Niente scritture sui muri, nel paese. Nessun edificio, se non in stile, e tanto amore da parte dei cittadini.

Perché ho parlato di sensibilità civica. Un settantenne, davanti al suo negozio di ceramiche, con una pinzetta, prelevava una cicca di sigaretta, buttata in una fioriera, da qualche turista, per deporla nel contenitore della spazzatura.

Un'altra persona anziana, toglieva da un davanzale, una carta spiegazzata, perché non ci fossero in giro elementi di disordine.

E cortesia, disponibilità, gentilezza, per qualsiasi richiesta, perché tutti felici di poter essere fieri della loro cittadina.
 
 
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